Quando ero appena adolescente avevo un sogno: quello di scrivere e fare il giornalista. Non l’astronauta, non il calciatore (quello per gli evidenti limiti tecnici), non lo scienziato bensì il giornalista.
Crescendo però ho analizzato il contesto in cui sarebbe dovuta maturare questa mia passione. Fin dagli anni ’50 in Rai ci entravi se facevi parte della triade (DC-PCI-PSI) e tutte le testate italiane erano delle piccole RAI dove la politica l’ha fatta sempre da padrona. Gli stessi Mentana, Gad Lerner (trattengo il vomito su quest’ultimo nome) e molti altri hanno TUTTI ammesso di aver ricevuto delle “spintarelle” per altrimenti impossibili carriere.
Qualche anno più tardi mentre crescevo e cercavo di informarmi sui media realizzavo che in Italia il giornalismo, quello vero, non esiste. Esiste l’opinionismo, il servilismo, l’accattonaggio: non il giornalismo!
In questi giorni a Reggio Calabria questo fenomeno ha toccato l’apice dello “schifo mediatico”. Non potrei descrivere in altro modo la nausea che mi è stata provocata dalla lettura di articoli contrastanti la nostra iniziativa di intitolare Piazza Orange a Giorgio Almirante. Articoli scritti da signori che si spacciano per giornalisti con in tasca ancora la tessera del PCI: che credibilità ha questa gente? Per noi zero.
Non solo: gli stessi hanno creato attorno alla Fiamma Tricolore un clima di tensione come non accadeva da anni a seguito del pestaggio di un omosessuale e dell’incendio del centro sociale cittadino: eventi con cui la Fiamma Tricolore non ha nulla a che vedere ma negli stessi articoli non si mancava mai di citare la nostra iniziativa di Piazza Almirante e alcune incredibili illazioni riguardo i movimenti “neofascisti” (che a Reggio Calabria sono rappresentati solo dalla Fiamma Tricolore in ambito politico…quindi 2+2….). Tutto ciò ha fatto si che la tensione la scaricassero sabato scorso alcuni soggetti dei centri sociali contro tre ragazzi della Fiamma Tricolore a Villa San Giovanni: per questo episodio non una riga di commento da parte di questi “pennivendoli”!
Tornando al sogno di giornalista: venne un momento in cui abbandonai totalmente questa aspirazione; quello era il giorno in cui iniziai ad avere simpatie politiche per un’area, un movimento, quello attuale in cui ancora milito: il Movimento Sociale Fiamma Tricolore.
Avrei potuto fare come altri signori comunisti che dall’alto delle loro cariche politiche e deviate spinte ideologiche hanno iniziato a insozzare le pagine di quotidiani, testate online, televisioni.
Io no: non lo ritenevo corretto nei confronti dell’utenza ma soprattutto non lo ritenevo corretto nei confronti della mia persona che mai si sarebbe abbassata ad ossequiare deretani altrui nè avrebbe la mia morale permesso al sottoscritto una posizione di parzialità cosi ambigua. Noi siamo gente corretta!
Questa scelta non è stata ripetuta da altri: oggi l’informazione a Reggio è in mano a costoro. Reduci politici, mezze tacche ideologizzati da deviate unioni sovietiche convinti di vivere un nuovo 1917 e non il ventunesimo secolo. Si vergogni questa gente!
NON cambierete mai…. avete solo un becero anticomunismo preconcetto come vostro faro, invece di vedere nel’idea comunista quello che vi videro un Bombacci o un Goebbels… è per questo che sarete sempre servi degli atlantici e degli ebrei e quindi nemici del fascismo autentico…
Eric
Purtroppo,questo non è il primo caso di menefreghismo politico-mediatico.
Questi signori,se così possiamo chiamarli,infangano e millantano persone che di dati fatti sono estranei.
Vogliono apparire all’opinione pubblica,come angeli e sono sempre in caccia di bugie per apparire santi ,quando proprio loro non lo sono affatto!!!
‘…convinti di vivere un nuovo 1917 e non il ventunesimo secolo. Si vergogni questa gente!…’ detto da un nostalgico del 1920-1940 (perchè uno che si dichiara fascista, neo-fascista e sigle simili evidentemente è un nostaglico di quei tempi) non può essere presa come una critica obbiettiva.
Caro Bertrando con la tua affermazione non hai fatto altro che manifestare la tua ignoranza. Ti invito a leggere un altro mio articolo dal titolo “Macchè nostalgici…semmai rimpianti-ci” forse capirai qualcosa in più. Sempre che tu possegga i mezzi intellettuali sufficienti a fare ciò.
mi scusi e lei dall’alto della sua cultura (perchè ovviamente si ritiene una persona intellettuale e acculturata, visto che mi ha tacciato di ingnoranza mettendo in dubbio le mie capacità intellettuali)risponde con delle offese ad un commento che andava a constatare una mera situzione di fatto ovvero che un fascista di questo millennio (come credo si definisca lei)per quanto possa definirsi revisionista, nostalgico, che ad ogni modo rimpianga quell’epoca della nostra nazione, non potrà mai adattarsi a questi tempi ne valutare criticamente le piccole cose come quelle di cui lei parla nell’articolo proprio perchè si porta dietro il ragionare dogmatico intollerente e non aperto dell’ideologia che abbraccia, che per quanto può far finta che non le appartiene, c’è ed è evidente. Esprimere le proprie opinioni è assolutamente leggittimo, vedere in ogni piccola cosa lo “spettro del comunismo” sempre dietro le quinte a muovere come marionette i suoi adepti è francamente ridicolo. PS. non ho trovato sul blog l’articolo da lei citato a causa delle mie scarse abilità informatiche, quindi non posso esprimere un giudizio che sia più obbiettivo possibile
Mi scusi, controcorrente si scrive con una sola “c”.
Grazie per la segnalazione!!! Com’è possibile che in due mesi nessuno se ne sia accordo! Prenderò per le orecchie il grafico! ciao!